verbale autovelox illegittimo

VERBALE AUTOVELOX ILLEGITTIMO

Il verbale è considerato illegittimo se l’autovelox è posizionato sul senso di marcia opposto a quello autorizzato.

Se l’autovelox viene posizionato nel senso di marcia opposto rispetto a quello autorizzato dal decreto prefettizio, il verbale elevato per eccesso di velocità può essere impugnato con successo facendo riferimento alla “illegittimità derivata”, principio avvalorato dalla Corte di Cassazione nell’ordinanza 12309 del 9 Maggio 2019 dopo aver accolto le ragioni di un’automobilista molisana.

La multa viene annullata in primo e secondo grado.

Il Giudice di pace di Isernia, con sentenza del 2014, accoglie l’obiezione avanzata dall’automobilista contro il verbale di contravvenzione elevato a suo carico relativamente alla violazione dell’art. 142 del c.d.s., in seguito al riscontro dell’illegittimità della posizione dell’autovelox, collocato sul lato destro della carreggiata anziché sul lato sinistro come autorizzato dal decreto prefettizio, annullando di fatto il provvedimento impugnato. 

Il Comune ricorre per Cassazione.

Il Tribunale di Isernia, con sentenza del 2017, rigetta l’appello proposto dal Comune di Macchia d’Isernia, confermando la sentenza di primo grado. 

L’amministrazione comunale si appella a quest’ultima sentenza per Cassazione, invocando delle note di chiarimento. La Suprema Corte rigetta definitivamente il ricorso e le relative pretese.

La Suprema Corte respinge definitivamente per pretese della P.A.

Qualora il decreto prefettizio abbia previsto la legittima installazione dell’autovelox lungo un solo senso di marcia (che nel caso in esame avrebbe dovuto essere posizionato nella direzione Venafro-Isernia) e, invece, l’accertamento sia stato effettuato mediante la rilevazione di un autovelox posizionato sul contrapposto senso di marcia, ne consegue che, difettando a monte l’adozione di uno specifico provvedimento autorizzativo, il relativo verbale di contestazione differita della violazione di cui all’art. 142 c.d.s. debba ritenersi affetto da “illegittimità derivata”, come statuito dal Tribunale di Isernia con la sentenza qui impugnata, senza che possano assumere rilevanza, al riguardo, eventuali note chiarificatrici successivamente approntate dalla competente pubblica amministrazione, a fronte di una precisa indicazione sulle modalità e sul punto di installazione dell’autovelox rinvenibile direttamente nel decreto autorizzativo.” spiega la Suprema corte.

E’ vero, chiarisce la Cassazione, che l’art. 4 del d.l. 20 giugno 2002, n. 121 conferisce al prefetto la competenza ad identificare le strade o tratti di strada in cui possono essere installati dispositivi di controllo della velocità, e che “detta norma non richiede che il provvedimento prefettizio specifichi necessariamente il senso di marcia interessato dalla rilevazione”, ma laddove nel decreto prefettizio sia “contenuto specificamente il riferimento ad un determinato senso di marcia (come accaduto nel caso in esame), il rilevamento elettronico della velocità e la correlata attività di accertamento (con contestazione differita) degli agenti strada, potranno ritenersi legittimi se riferiti all’autovelox come posizionato in conformità al decreto autorizzativo e non, invece, con riguardo ad altro autovelox posizionato sulla stessa strada e in prossimità dello stesso punto chilometrico ma sulla carreggiata o corsia opposta, che non abbiano costituito oggetto di previsione da parte dello stesso o di altro provvedimento autorizzativo”.

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