T-red Semaforo rosso sanzioni

T-Red: tutto quello che c’è da sapere

Ora la multa per il passaggio con la luce rossa accesa è valida anche senza riferimenti all’omologazione del dispositivo. E le sanzioni sono salatissime. 

Con il semaforo rosso bisogna fermarsi, non solo per la propria sicurezza e quella degli altri utenti stradali, ma anche per preservare le proprie finanze, visto che le sanzioni dovute all’infrazione del Codice della Strada sono elevate. Statisticamente, inoltre, i ricorsi contro le multe comminate per passaggio con la luce rossa accesa hanno scarso successo. Di un caso analogo si è occupata la seconda sezione civile della Cassazione, con l’ordinanza n. 10.548/19 depositata il 15 aprile 2019 con cui è stata definitivamente confermata la sanzione comminata ad un automobilista “pizzicato” a transitare con il rosso dal temuto dispositivo T-Red. 

Multa da 153 euro e sei punti tolti dalla patente

All’uomo, veneziano di Campolongo Maggiore, gli è stata contestata la violazione stradale per aver superato un’intersezione semaforizzata con il rosso acceso, elevandogli una sanzione di 153,90 euro e la decurtazione di sei punti dalla patente di guida. L’automobilista dapprima ha impugnato il provvedimento presso il giudice di Pace di Dolo e successivamente presso il Tribunale di Venezia, che ha confermato l’esito negativo del primo grado di giudizio. Di qui il suo ulteriore ricorso per Cassazione. Secondo l’automobilista infatti, il T-Red installato aveva un difetto di omologazione per cui non avrebbe potuto accertare regolarmente l’infrazione stradale. Tuttavia, questa mancata omologazione è emersa solo successivamente ad un’indagine della Procura di Verona. Proprio per questo motivo, la Cassazione ha ritenuto infondata la motivazione del ricorrente, citando la sentenza della Corte Costituzionale n. 113 del 2015.

Per i T-Red non serve la taratura come per gli autovelox

Ma questa sentenza, precisa la Cassazione, ha riguardato le sole apparecchiature impiegate per l’accertamento della violazione dei limiti di velocità. “pertanto, dalla dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6, del Codice della strada, da essa operata, non si può trarre argomento per sostenere la sussistenza dell’obbligo di sottoporre a taratura anche gli apparecchi T-Red, che non costituiscono strumenti di misurazione”. La Suprema Corte ricorda quindi che, “in tema di rilevazione della violazione del divieto di proseguire la marcia con impianto semaforico rosso a mezzo di apparecchiature elettroniche, né il codice della strada né il relativo regolamento di esecuzione prevedono che il verbale di accertamento dell’infrazione debba contenere, a pena di nullità, l’attestazione che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l’uso, giacché, al contrario, l’efficacia probatoria di qualsiasi strumento di rilevazione elettronica perdura sino a quando non risultino accertati, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall’opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione o funzionalità dello strumento stesso, o situazioni comunque ostative al suo regolare funzionamento, senza che possa farsi leva, in senso contrario, su considerazioni di tipo meramente congetturale, connesse all’idoneità della mancanza di revisione o manutenzione periodica dell’attrezzatura a pregiudicarne l’efficacia ex art. 142 del predetto codice”.

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