Incidente notturno - RisarcimentoFacile.it

AGGRAVANTE SCONTATA IN CASO DI INCIDENTE NOTTURNO IN STATO DI EBREZZA

In caso di incidenti in orario notturno, anche con fuoriuscita autonoma senza persone ferite, scatta immediatamente l’aggravante di cui all’articolo 186-bis e per la quale non è necessario che sia verificato il collegamento tra il sinistro e la condotta di guida. Poiché il solo fatto di essersi messo in macchina dopo aver assunto sostanze alcoliche e quindi trovarsi in uno stato di alterazione, significa, senza ombra di dubbio, che è stato assunto un comportamento sconsiderato e contro le regole.

Così stabilisce la Corte di Cassazione nella recente sentenza n. 18331/19 depositata il 3 maggio 2019, respingendo a piene mani, il ricorso di un automobilista già condannato sia in primo grado dal Tribunale di Padova sia in appello dalla Corte d’Assise di Venezia. L’uomo aveva urtato un’auto in sosta, spingendola contro il pilastro di un portico, ed era finito di traverso rispetto alla carreggiata, creando una situazione di ulteriore pericolo. L’alcool test a cui era stato immediatamente sottoposto aveva riscontrato un livello di più di 3 g/l, sei volte oltre il limite. Gli agenti hanno attestato la sua evidente difficoltà dialettica e un equilibrio precario.

La conclusione a cui è giunta la Corte conferma l’aggravante circa il fatto che l’elevatissimo tasso alcolemico abbia determinato nell’imputato una condizione psicofisica tale da menomare totalmente la sua capacità di attenzione.

Ma l’automobilista, nel suo ricorso per Cassazione, ha lamentato il fatto che, a suo avviso, non esisterebbe alcun nesso obiettivo tra la “ridotta capacità psicofisica” e la menomata “capacità di attenzione” in relazione al sinistro occorso.

Ma la Suprema Corte ha dichiarato infondato il ricorso confermando la condanna.

Il punto principale della decisione riguarda il fatto che “non è richiesto l’accertamento del nesso eziologico tra l’incidente e la condotta dell’agente, ma il solo collegamento materiale tra il verificarsi del sinistro e lo stato di alterazione dell’agente, alla cui condizione di impoverita capacità di approntare manovre idonee a scongiurare l’incidente sia direttamente ricollegabile la situazione di pericolo“. 

Per causare un incidente si adotta, in evidenza, una condotta inosservante di regole di cautela, che poi sono sostanzialmente le norme sulla circolazione stradale, regole di prudenza e diligenza orientate a prevenire il verificarsi dell’incidente. 

Mettersi al volante in stato d’ebrezza rende evidente la riferibilità all’imputato della fattispecie violata, anche con riferimento alla contestata aggravante di cui all’art. 186, comma 2-bis cod. strada, che costituisce un eventuale sviluppo prevedibile della guida in condizioni di alterazione. 

Infine, quanto al concetto di incidente stradale, per la configurabilità della circostanza aggravante in oggetto, “è sufficiente che si verifichi l’urto del veicolo contro un ostacolo ovvero la sua fuoriuscita dalla sede stradale – precisa la Cassazione -, senza che sia necessaria la constatazione di danni a persone o cose: basta qualsiasi significativa turbativa del traffico, potenzialmente idonea a determinare danni”.

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