Risarcimento del Danno

Quali sono i danni risarcibili in seguito ad un sinistro stradale?

I danni risarcibili connessi a sinistro stradali sono molteplici, a seconda delle dinamiche del sinistro e delle conseguenze sui soggetti coinvolti. Vediamoli nello specifico qui di seguito. 

I danni connessi ad un sinistro stradale si distinguono in due macro-aree, i cosiddetti danni patrimoniali e non patrimoniali. Con i primi si intende il pregiudizio materiale ed economico subito dal danneggiato in caso di sinistro. Il danno si traduce direttamente, o di riflesso, in una diminuzione del patrimonio del soggetto leso e quindi di un suo impoverimento. I danni patrimoniali si distinguono a loro volta in danni emergenti, che contraddistinguono i danni arrecati all’autoveicolo e ad altri beni di proprietà del danneggiato (incluse le possibili spese per la cura e riabilitazione delle lesioni) e i danni da lucro cessante, in quanto il sinistro incide sulle aspettative di guadagno del soggetto leso, diminuendole (se ferito, infatti, dovrà assentarsi da ogni impiego lavorativo per cause di forza maggiore). Con danno non patrimoniale invece si intendono quelle tipologie di danno che intaccano la sfera biologica, psico-fisica, emotiva ed esistenziale dell’individuo coinvolto nel sinistro stradale. 

Danno patrimoniale (danno emergente o lucro cessante)

Facciamo un esempio. Hai subìto un incidente stradale per cui ti è stato riconosciuto il 100% dell’indennizzo (avevi ragione completamente e il sinistro non è stato concorsuale, cioè non è stata “anche” colpa tua). Questo sinistro tra auto ha comportato due avvenimenti: la tua macchina è stata distrutta e ti sei rotto un braccio. Questi danni che hai subìto sono sia danni emergenti (la macchina distrutta è parte del tuo patrimonio e, se la tua assicurazione non prevede il valore a nuovo, otterrai il rimborso della vettura al valore di mercato, a volte anche molto basso) perché vanno a intaccare il tuo patrimonio, sia danni da lucro cessante, cioè ti impediscono di generare nuovi guadagni perché con il tuo braccio è fondamentale a lavoro, sei un operaio o un artigiano e, lavorando in proprio, non hai modo di farti sostituire. Non potrai lavorare e di conseguenza perderai la possibilità di generare reddito. Se invece la tua macchina fosse un mezzo di lavoro (dimostrabile e insostituibile) anche questo sarebbe un lucro cessante. Il lucro cessante calcola la quantità di guadagno che l’assicurato non potrà percepire e aggiungere al suo patrimonio a causa dell’evento che lo ha colpito e danneggiato; il danno emergente viene definito dal codice civile come “perdita subita”, si calcola come danno patrimoniale la diminuzione quantitativa del patrimonio dell’assicurato, o del valore dei suoi beni nel loro complesso.

Danno non patrimoniale (danno biologico, morale ed esistenziale)

Il danno morale è da intendersi quale sofferenza subita dal soggetto che abbia subito una lesione (nel caso che ci interessa, a seguito di un sinistro stradale). Esso ha natura meramente emotiva ed interiore. Il danno esistenziale è da intendersi, invece, quale pregiudizio (di natura oggettivamente accertabile) che alteri le abitudini e gli assetti relazionali propri del soggetto leso, inducendolo a scelte di vita diverse quanto all’espressione e realizzazione della sua personalità nel mondo esterno. Al contrario, il danno biologico è da intendersi quale lesione all’integrità psicofisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, e costituisce quindi un danno che deve essere giuridicamente riparato, allorquando sia la conseguenza di un comportamento doloso o colposo imputabile ad altri. 

Il danno biologico viene liquidato con riferimento a due voci:

1) L’inabilità temporanea, che consiste nel periodo in cui vi è uno stato di malattia e necessario alla guarigione della lesione, durante il quale il soggetto leso è impossibilitato (totalmente o parzialmente) a svolgere la propria occupazione.

Tale inabilità è di norma graduata per tre tipologie:

  • Totale (ITT), che presuppone l’assoluta impossibilità di attività lavorativa (Inabile al 100%)
  • Parziale (ITP), che presuppone una possibilità limitata dell’attività lavorativa (Inabile al 50%)
  • Minima (ITM), che lascia presupporre una attività lavorativa quasi totale (Inabile al 30/25%).

2) L’invalidità permanente, che viene ormai liquidata con riferimento, appunto, al “danno biologico”, da determinarsi con riferimento a requisiti consistenti nell’età del danneggiato e nel grado di invalidità (cd. punti). La confluenza in un ipotetico diagramma di tali requisiti determina l’importo dovuto. Il danno biologico si riferisce non solo ai danni fisici ma anche ai danni psichici.

Per quanto riguarda le lesioni di lieve entità (lesioni pari o inferiori al nove per cento), si rimanda anche al capitolo “Colpo di frusta (ancora risarcibile)”.

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